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Comuni rinnovabili: uno su tre è autosufficiente

Comuni rinnovabili

 

Grazie alle fonti rinnovabili, un comune italiano su tre è autosufficiente dal punto di vista dell'energia. I numeri sono confortanti, su circa 8000 comuni, 2400 coprono interamente il proprio fabbisogno e in molti casi, addirittura, esportano energia ai "vicini" meno fortunati e virtuosi di loro. A dirlo è Legambiente che, in collaborazione Gse e Sorgenia, ha redatto il report "Comuni rinnovabili", giunto ormai alla dodicesima edizione.

Legambiente ha espresso massima soddisfazione. L'implicazione dei numeri esposti dall'associazione ambientalista è che lo sfruttamento delle rinnovabili può finalmente abbandonare lo stereotipo di "fonte di nicchia" e può proporsi come risorse in grado di sostituire le fonti tradizionali. Il 100% rinnovabili non è più cosa da pionieri.

Qual è il profilo dei "Comuni rinnovabili"? In genere si tratta di piccoli centri urbani, ricchi di sole di vento e di buona volontà. Comuni che hanno saputo capitalizzare la felice politica di incentivi varata dai Governi del passato e che hanno saputo sfruttare al meglio gli oltre 600mila impianti presenti sul territorio nazionale.

Tra i 2400 comuni autosufficienti ci sono anche grandi città, come Foggia e Rimini. Altre, tra quelle di medio-grandi dimensioni, riescono comunque a coprire una percentuale di fabbisogno che va dal 50 al 90%. Tra queste spiccano Perugia, Bergamo, Padova e Grosseto (in tutto sono 56).

Da risolvere il nodo "bollette". Le rinnovabili, infatti, costano ancora parecchio. A tal proposito nel report di Legambiente si legge: "In Italia gli incentivi alle vere fonti rinnovabili pesano oggi per circa il 14,9% nelle bollette delle famiglie, con una dinamica di crescita sicuramente da tenere sotto controllo. Va sottolineato, però, che è l'International Energy Agency a quantificare nel 2012 un ammontare di sussidi alle fonti fossili nel mondo pari a 630 miliardi di dollari, in netta crescita negli ultimi anni".