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Come rendere più ecologiche le piscine prefabbricate? L'abbiamo chiesto ad i.Blue

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Negli ultimi anni è andata diffondendosi una consapevolezza sempre maggiore verso l’ambiente, i consumi e l’utilizzo di energie non rinnovabili. L’attenzione nei confronti delle tematiche ambientali sta prendendo piede in diversi ambiti e, di conseguenza, si sono iniziate ad adottare misure per arginare problemi legati all’inquinamento, alla scarsità di risorse e alla salvaguardia del nostro ecosistema. Non solo a livello di macro interventi, linee guida politiche ed economiche, ma anche in campi specifici, con lo sviluppo di energie alternative, lo sfruttamento di materiali rinnovabili e una maggiore presa di coscienza dei consumi. Dai mezzi di trasporto all’economia domestica, si cerca sempre più di portare avanti uno stile di vita sostenibile nel rispetto dell’ambiente, ponendo attenzione agli sprechi e ai consumi.

Per l’abitazione sono già stati fatti molti passi avanti, grazie ad esempio all’impiego di pannelli solari per riscaldare l’acqua e l’utilizzo di cappotti termici per coibentare gli ambienti. Nel campo domestico, sono molte le misure che sono state prese per tagliare i consumi e l’utilizzo di energia, per ridurre l’inquinamento e per risparmiare. Oggi, è possibile rendere più “green” ogni ambito della casa, dall’impianto idraulico a quello termico, dall’irrigazione per il prato alla piscina. Proprio per quanto riguarda le piscine private, la ricerca di tecnologie sempre nuove ha permesso di adottare un approccio più ecosostenibile, con numerose novità apportate alle strutture prefabbricate di ultima generazione.

Per saperne di più abbiamo chiesto ad i.Blue Piscine di spiegarci meglio in cosa consistono queste novità e di darci qualche dritta su come ridurre l’inquinamento e i consumi prodotti della nostra piscina.

1. Si parla tanto di casa sostenibile a impatto zero, è possibile applicare alcune di queste accortezze anche ad una piscina privata?

Oggi, esistono diversi sistemi per rendere più ecologica una piscina, per ridurre gli sprechi e l’impatto sull’ambiente circostante, a cominciare dal nostro comportamento. Da una parte, infatti, è vero che gli impianti privati hanno consumi non indifferenti, da quello idrico necessario a riempire la vasca, a quello di energia elettrica per riscaldare l’acqua e per mantenere in attività il sistema di filtrazione. Dall’altra, è altrettanto vero che spesso gran parte dei consumi e delle spese dipende da un’amministrazione poco attenta della struttura. Una manutenzione quotidiana curata, un controllo vigile e l’utilizzo degli accessori giusti permettono, infatti, di rendere una piscina ecosotenibile, di ridurre le quantità di energia e prodotti impiegati e, di conseguenza, di dare un taglio drastico anche alla bolletta e ai costi di gestione.

2. Per ridurre gli sprechi, quali sono, allora, le accortezze che un proprietario dovrebbe avere nella gestione quotidiana della sua piscina?

C’è un vecchio detto che dice “prevenire è meglio che curare”, che si applica molto bene al nostro caso. Prendersi cura tutti i giorni con costanza del proprio impianto evita costosi interventi futuri. Ad esempio, controllare lo stato dell’acqua quotidianamente e attivare l’impianto di filtrazione quando serve, è necessario a mantenere uno stato igienico adeguato alla balneazione. Trascurare queste mansioni significa ritrovarsi con l’acqua verde e torbida, con tutti i costi e gli sprechi che ne derivano, svuotamento della struttura, pulizia della superficie, riempimento e per finire un trattamento d’urto.

È bene, poi, ricordare che la cura di una piscina non inizia e finisce con il periodo di utilizzo, ma prosegue anche nei mesi freddi, con un’adeguata messa a riposo e mantenendo in funzione un minimo l’impianto di filtrazione. Questo fa sì che non ci siano brutte sorprese per la stagione successiva.

3. A parte l’attenzione nella manutenzione della struttura, esiste qualche tecnologia o sistema per rendere più ecosostenibile l’impianto?

Si, ne esiste più di una, che permette di rendere un impianto più eco-friendly. A cominciare dall’energia fotovoltaica per riscaldare l’acqua della piscina. I pannelli solari incamerano energia dai raggi UV e la immagazzinano in un serbatoio, così è possibile riutilizzarla quando ci torna utile. In questo modo si produce energia pulita a costo zero!

Un altro sistema per ridurre l’inquinamento prodotto è quello di istallare un apparecchio per la sterilizzazione a sale. Si tratta in un’alternativa al solito metodo di disinfezione dell’acqua con i prodotti chimici. Attenzione però, è sempre ugualmente a base di cloro. Solo che, invece di acquistare l’acido cloridrico necessario, lo si produce attraverso l’elettrolisi del sale precedentemente addizionato all’acqua della piscina. Il cloro è così ottenuto attraverso la scissione del cloruro di sodio, in modo del tutto naturale senza bisogno di aggiungere altre sostanze chimiche.

Infine, suggeriamo sempre l’uso delle coperture sia in inverno che durante i mesi estivi. Questo semplice accessorio è in realtà una delle migliori soluzioni per ridurre gli sprechi e rendere una piscina più “rispettosa dell’ambiente”. Durante i mesi di utilizzo, infatti, una buona copertura estiva previene il fenomeno dell’evaporazione, mantiene costante la temperatura dell’acqua e protegge la struttura dell’attacco dei raggi UV che distruggono le molecole di cloro alternando i parametri. Con una sola e semplice azione, possiamo evitare continui rabbocchi, risparmiare in elettricità e in prodotti chimici. Non male, no?

4. Esistono altri accessori in commercio attenti all’ambiente?

Sicuramente: dalla doccia solare, che sfrutta l’energia fotovoltaica, all’impianto d’illuminazione a led che consuma fino all’’80% di energia in meno rispetto a quello tradizionale.

5. Quali sono i vantaggi di una piscina ecosostenibile?

Per prima cosa una piscina “amica dell’ambiente” inquina meno e migliora la qualità di vita dell’abitazione in cui è situata. In più, la parola sostenibilità è sempre associata al termine risparmio e la piscina non fa eccezione. Ridurre i consumi, che siano di energia o di prodotti chimici, significa anche abbattere i costi e risparmiare!

6. Sentiamo spesso parlare di domotica nell’ambito di economia domestica e risparmio, come si può applicare alla piscina e quali sono i benefici?

Sono innumerevoli le attività che un sistema automatizzato può compiere per una piscina privata: regolazione parametri dell’acqua, programmazione dell’impianto di filtraggio, apertura e chiusura della copertura, regolazione della temperatura, delle luci e dei giochi d’acqua. Per farla breve, la domotica gestisce in modo autonomo le funzioni di una piscina e il proprietario può controllare le singole attività e i consumi da remoto, tramite una centralina che viene collegata ad un dispositivo personale come tablet, smartphone o computer. Si tratta di sistemi molto precisi, che una volta impostati non sgarrano, utilizzano solo le giuste quantità di prodotto e tengono in funzione l’impianto di filtrazione solo per il tempo necessario. Grazie a loro è possibile tagliare gli sprechi e assumere un atteggiamento proattivo nei confronti dei consumi, cercando di migliorare i comportamenti sbagliati.

Oggi, avere una piscina più “green” e attenta all’ambiente è possibile, anche quando si tratta di una struttura prefabbricata. Basta scegliere gli accessori giusti, dai pannelli fotovoltaici per riscaldare l’acqua all’impianto a led per l’illuminazione. Ma, soprattutto, per tagliare gli sprechi, è importante prendersi cura del proprio impianto, non trascurando nessuna attività, dal trattamento dell’acqua alla filtrazione, dalla chiusura della vasca alla pulizia di fondo e pareti.