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Come cambiare fornitore gas?

Sin dalla liberalizzazione del mercato nel 2003, è possibile cambiare fornitore gas senza dover affrontare penali né costi di attivazione.

Cambiare fornitore gas nel mercato libero è molto semplice, non comporta interruzioni dato che la continuità del servizio è garantita dall'AEEG (Autorità per l'energia elettrica e il gas). Inoltre, non occorrono sostituzioni dei contatori né modifiche agli impianti.

In effetti, per cambiare fornitore gas è sufficiente aderire ad una nuova tariffa gas, solitamente attivandola online e firmando poi il contratto che viene spedito via posta tradizionale. Al resto ci pensa il nuovo fornitore: non è necessario effettuare nessuna disdetta o altre procedure amministrative.

In effetti, per cambiare fornitore gas è sufficiente sottoscrivere il contratto di fornitura online. In questa maniera, la compagnia può procedere in nome del cliente e per suo conto a comunicare il recesso dal precedente fornitore.

Nel mercato libero non sono previste spese di attivazioneanticipi sui consumi in nessun caso. Tuttavia, alcuni venditori possono richiedere ai clienti un deposito cauzionale o garanzia, che sarà restituito entro 30 giorni dell'eventuale cessazione del contratto.

Nello specifico, il nuovo fornitore potrà richiedere un deposito cauzionale di massimo 25 euro (consumi annui fino ai 500 m3) o di 77 euro (consumi annui massimi 5.000 m3).

Infine, per scegliere le offerte gas più convenienti, consigliamo al lettore l'utilizzo dei comparatori gratuiti ed indipendenti che si trovano sul web, che consentono di identificare rapidamente le tariffe gas più convenienti a seconda dei propri consumi ed esigenze.