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Clima: emergenza migranti ambientali, l'apocalisse nel 2050

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Un'emergenza inattesa, quella fotografata dal reporter Alessandro Grassani: quella dei migranti climatici, o ambientali che dir si voglia. La sostanza è la seguente: l'inquinamento del suolo rende improduttivi i terreni, impoverisce le famiglie contadine, e queste si spostano in massa verso le zone urbane più vicine. I numeri sono ancora contenuti rispetto a quelli della "migrazione classica", ma sono destinati ad aumentare. Le prospettive sono tragiche, e parlano di un 2050 "apocalittica", durante il quale i migranti ambientali supereranno di circa sei volti i migranti - o meglio i rifugiati - politici.

Alessandro Grassiani è un fotoreporter, dunque ha documentato l'emergenza utilizzando l'arte della fotografia. Ha presentato di recente, a riguardo, il progetto "Enviromental migrants: the last illusion". Il progetto si dipana in tre sotto-progetti. Il primo racconta le disavventure dei cittadini di Ulaan Baator, in Mongolia, in crisi per l'avanzata del grande freddo. Il secondo si incentra sulle vicende degli abitanti di Daka, in Bangladesh, assediati dalle inondazioni. Il terzo, infine, descrive le difficoltà di Nairobi, in Kenya, alle prese con un'inarrestabile processo di desertificazione. L'intenzione di Alessandro Grassiani è stata quella di documentare i tre volti del cambiamento del clima.

"The last illusion": questa dicitura riassume bene il problema. I migrati ambientali si spostano perché la terra dove abitano non dà più frutti. Si spostano nelle città, dove li attende una vita di stenti se possibile ancora maggiori, con i celebri slums a far loro da alloggio, con l'inquinamento acustico e, in certi casi, persino industriali. Insomma, dalla padella alla brace. Da qui il concetto di "illusione", di speranza tradita.

Ovviamente, i flussi migratori in questione riguardano le zone più povere del mondo, dove il settore primario è quello preponderante, e dove un terreno fertile fa la differenza tra la vita e la morte di famiglie o di intere comunità.