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Chiusi In Casa Per Un Mese Simulano Un Disastro Nucleare

Giorgio, Luca, Alessandra e Pierpaolo hanno scelto di privarsi per un mese della loro libertà e vivere rinchiusi in un rifugio secondo precise regole di radioprotezione. Al chiuso. Niente latte, formaggio, carne e pesce freschi. Solo internet per comunicare.


disastro nucleare

Il perché di una scelta così radicale? E' presto detto. Questi ragazzi hanno scelto di chiudersi in casa per dimostrare come si vivrebbe in un ipotetico scenario post-apocalittico, simulando un disastro nucleare. Ecco allora che si sono barricati in casa con provviste e generi di prima necessità, e resteranno lì per un mese, fino al 12-13 giugno, quando voteremo Sì al referendum per dire definitivamente no al nucleare. Vi ricordiamo infatti che, a tutt'oggi, non è ancora stato abolito il quesito referendario sul nucleare, quindi è importantissimo recarsi alle urne per votare.

E in ogni caso, come dice Celentano, invitiamo tutti coloro che sono contro il ritorno al passato a recarsi ugualmente alle urne portando con sé un biglietto in cui votiamo “si” all’abolizione della legge che ripristina il nucleare in Italia.


L'iniziativa di questi ragazzi si intitola I pazzi siete voi (sito ufficiale), ed ecco come loro stessi parlano del progetto:


Voi che minimizzate il disastro di Fukushima. Voi che pensate al vostro tornaconto personale alla faccia dell’interesse della comunità. Siete pazzi pericolosi. Vogliamo parlare ai ragazzi come noi… questa battaglia riguarda tutti. Diffondete i nostri messaggi, organizzatevi, inventatevi una vostra azione. La nostra protesta dovrà crescere ogni giorno di più.


I ragazzi vivono seguendo le regole del protocollo di radioprotezione previsto in caso di incidente nucleare con rilascio di radiazioni, dunque si chiudono in un luogo sicuro, sigillano i locali dall'interno nel miglior modo possibile, arrestano i sistemi di ventilazione e condizionamento dell'aria, evitano gli alimenti più a rischio (insalate, bietole, spinaci, cavolo), latte e formaggi freschi, carne proveniente da pascoli all'aperto, e pesce, in caso di caduta radioattiva in mare. Inoltre, ecco cosa fare nel caso di uscita dal rifugio:


> indossare una maschera respiratoria;
> usare abiti facili da pulire e che coprano accuratamente tutta la pelle (come un impermeabile);
> rientrando, lasciare all'ingresso gli indumenti che sono stati a contatto con l’esterno e lavarsi.


Il progetto è supportato da Greenpeace, e, proprio come in un reality show via internet, sarà possibile seguire in streaming le vicende dei quattro ragazzi.