Certificazione energetica casa: a cosa serve e come funzione?

Certificazione energetica casa: a cosa serve e come funzione?

0 Flares

0 Flares


×

Attraverso un’accurata analisi è possibile stabilire la classe di efficienza energetica della propria abitazione e ottenere l’attestato Ace

La certificazione energetica casa, finalizzata al rilascio dell’Attestato Ace, consente di definire i consumi energetici di un’abitazione e perfino dell’intero edificio. Per definire la classe energetica di appartenenza occorre effettuare delle rilevazioni sui consumi a partire dagli impianti di climatizzazione e produzione di acqua sanitaria. In base ai risultati ottenuti sarà poi possibile collocare l’immobile in una scala di efficienza energetica che va dalla classe A, considerata la migliore in assoluto, fino alla classe G, la meno efficiente dal punto di vista energetico.

Il certificatore energetico, ovvero la persona che si occuperà delle rilevazioni e della successiva elaborazione dei dati, potrà infine suggerire degli interventi per ottimizzare l’impiego delle risorse e quindi ridurre i consumi energetici dell’immobile. Infatti, la presenza di soluzioni energetiche non efficienti potrebbe determinare degli sprechi con immediati effetti sui costi delle utenze domestiche. Oltre ad un uso attento e responsabile delle risorse energetiche, per risparmiare sulla bollette del gas e della luce occorre valutare anche il corretto funzionamento degli impianti.

Certificazione energetica e diagnosi energetica: quali sono le differenze?

Come dicevamo il compito del certificatore energetico è quello di effettuare le rilevazioni per verificare i consumi reali di un’abitazione necessari per il rilascio dell’attestato Ace. Questa pratica non deve però essere confusa con la diagnosi energetica, che viene fatta prima e da un tecnico diverso, che non corrisponde al certificatore. Grazie all’analisi energetica è possibile avere una stima precisa dei consumi in base a due parametri specifici, ovvero la coibentazione – ovvero l’isolamento termico dell’abitazione e la dispersione di calore.

La diagnosi energetica viene effettuata prima del rilascio dell’attestata Ace. Le operazioni di diagnosi e certificazione sono quindi distinte e richiedono anche dei costi diversi: la prima può oscillare da un minimo di 500 fino ad un massimo 7mila euro; mentre per il rilascio di un attestato Ace occorreranno circa 300 euro. L’analisi energetica prevede un sopralluogo, effettuato da un tecnico specializzato, necessario per valutare la coibentazione e quindi stabilire il grado di dispersione termica dell’edificio. In questa fase saranno raccolti ed elaborati i dati che serviranno poi al certificatore per compilare l’attestato.

Come viene scelto il certificatore?

Il proprietario o l’inquilino dell’immobile che intendono effettuare una valutazione energetica potranno scegliere il certificatore accedendo ai registri istituiti dalle Regioni o dalle Province autonome. In alternativa ci si potrà rivolgere ai vari Ordini professionali – degli ingegneri, architetti, periti industriali, geometri – oppure avvalersi del “passaparola”, magari chiedendo al proprio notaio oppure ai tecnici competenti che seguono le pratiche edilizie.

Anche in questo ambito esiste il rischio di avere delle certificazioni non valide. Per tutelarsi è consigliabile consultare la banca dati Accredia, l’Ente Italiano di Accreditamento, e accedere alla sezione “figure professionali abilitate”. In questa sezione sono indicati tutti i nomi delle persone fisiche qualificate, distinte per settore e per competenza, in riferimento alle società pubbliche e private, e delle Esco – Energy Service Company- tutte accreditate per la certificazione. Il certificatore abilitato che vorrà comparire in queste liste dovrà sostenere delle spese anche se al momento non è previsto alcun obbligo di iscrizione.