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Casa a batteria? In arrivo l'energia domestica

Solar energyAnie, l'associazione confindustriale delle aziende elettrotecniche e elettroniche, si prepara per il lancio dell'energia domestica. Secondo l'associazione, dopo anni di incentivi alle rinnovabili, la carta da giocare è quella degli accumuli a batteria dell'energia elettrica prodotta con le fonti green, non soltanto con i mega sistemi attaccati alle reti di distribuzione ma, soprattutto, con i piccoli sistemi da installare direttamente nelle abitazioni o nei condomini dei cittadini.

Secondo Anie, la diffusione di massa di questi sistemi di accumulo dell'energia elettrica sarebbe in grado di aumentare l'autoconsumo dell'energia fotovoltaica «dal 30 al 70%, determinando notevole risparmio per i proprietari degli impianti benefici rilevanti per il sistema elettrico». Un guadagno che secondo l'associazione supererebbe i 500 milioni di euro annui.

Nicola Cosciani, responsabile Anie per i sistemi di accumulo di energia, ritiene che quest'iniziativa sarebbe «una valida opportunità per far crescere ulteriormente il fotovoltaico domestico anche dopo la chiusura del quinto conto energia e la fine delle tariffe incentivanti».

In effetti, con i 500 milioni di euro di benefici si potrebbero autofinanziare gli incentivi alle rinnovabili, senza pesare sulle case dello Stato e le tasche delle famiglie e imprese italiane.

Inoltre, si otterrebbero benefici economici evidente, dato che i materia di sistemi di accumulo (batterie, inverter, elettronica di controllo) il nostro Paese è messo molto bene, «con produttori di livello internazionale» afferma Cosciani.

L'Anie ha spiegato che per avviare il sistema dell'energia domestica, potrebbero essere inizialmente estesi ai sistemi di accumulo domestici le attuali agevolazioni fiscali rivolte all'efficienza energetica. Oppure si potrebbero analizzare alcuni prestiti agevolati, seguendo l'esempio della Germania e della California.20130319095641_energystorage

Con questo sistema, si potrebbe sviluppare un'importante filiera industriale, con molte grandi imprese contornate da un indotto ben ramificato. Secondo le stime dell'Anie, infatti, alcuni anni di agevolazioni fiscali accompagnerebbe lo scenario verso la grid parity, momento nel quale queste installazioni sono nettamente convenienti per il cliente finale, anche senza incentivi. Sopratutto perché secondo l'associazione «il costo delle batterie scenderà del 50% nei prossimi tre-cinque anni, favorendo una diffusione capillare di questi sistemi».

Stando a quanto analizzato da Anie, il risparmio più consistente sarebbe causato «dalla riduzione dell'energia tagliata a causa dell'eccesso di generazione sulla domanda» che l'associazione ha quantificato in 234,4 milioni di euro annui, a cui si aggiungono 147,1 milioni derivati della diminuzione della capacità termoelettrica conseguenza dal livellamento del picco della domanda serale di energia elettrica.

D'altronde, la diffusione dei sistemi di energia distribuita obbligherà a una seria modernizzazione dei sistemi di dispacciamento di rete, ed anche questo rappresenta un'ottima opportunità industriale. Questa modernizzazione, inoltre, sarà in grado di ridurre le perdite dirette e le emissioni di anidride carbonica, perdite quantificate rispettivamente in 17,4 e 43,1 milioni di euro.