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Canada: bloccati posti di lavoro dalle rinnovabili

L’ultima vicenda riguardante il Canada inerente allo sviluppo delle fonti green a livello nazionale, ha fatto parecchio scalpore proprio in merito alla decisione del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, che si occupa in qualche modo di tutelare e supervisionare gli accordi commerciali fra gli stati membri.

Il paese in espansione nordamericano aveva deciso di stanziare dei fondi che avrebbero creato circa 20mila posti di lavoro, 4600 MW di energia proveniente dal comparto eolico, e dal micro fotovoltaico. Ciò aveva fatto registrare l’apprezzamento di tutti gli enti di settore, degli addetti e degli stessi abitanti del Canada, che altresì avevano dato piena fiducia al programma statale Ontario, nel quale rientrava il progetto.

Tuttavia, a calmare gli entusiasmi è stato proprio il WTO, che ha bocciato il piano, indicando che lo Stato, sotto questo punto di vista, non può intervenire esageratamente per sviluppare l’economia locale, ma proprio dallo stesso territorio, devono partire le iniziative, poiché in alternativa ciò costituirebbe una violazione degli accordi commerciali internazionali.

Come possa svilupparsi un simile progetto dal nulla, o con risorse limitate, non possiamo ovviamente saperlo, ma è certo che questa curiosa decisione comporterà importanti cambiamenti nella politica di “greening” del mondo, già avviata da parecchio tempo, che ha visto proprio i paesi in espansione come “trainatori”, sotto tutti i punti di vista.