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Cambiamenti climatici mettono a rischio la salute psichica

Uno studio australiano evidenzia come i cambiamenti climatici siano un fattore di rischio per la psiche dell'uomoChe ci fosse una correlazione tra le condizioni meteo e la salute mentale di alcuni soggetti è cosa risaputa: la sindrome metereopatica raccoglie da anni gli sforzi di molti ricercatori che indagano sul legame tra alcuni sintomi come malumore, sbalzi di pressione, insonnia, ansia e ipereccitabilità e le condizioni atmosferiche. A dare man forte all'esistenza di tale correlazione, arriva uno studio proveniente dall'Australia che dimostra come i cambiamenti climatici hanno un effetto dannoso per la salute psichica, in particolare nei giovani. La ricerca, guidata dal professore Tony Mc Michael  dell'Istituto del Clima australiano, mette in luce l'esistenza di un impatto preoccupante dei cambiamenti climatici sulla nostra salute mentale. Secondo gli studiosi ondate di calore o di freddo, uragani o eventi naturali disastrosi possono avere ripercussioni sulla psiche delle persone che possono durare anche diversi anni.

Circa il 20% delle persone colpite da avverse condizioni climatiche, secondi i dati presentati del gruppo di studiosi, hanno sviluppato segni di stress prolungato e di ferite emotive. I sintomi, che come detto possono durare per diversi anni, sono accompagnati anche da fenomeni di ansia e di stress post–traumatico ma non solo: è stata rilevata, infatti, la possibilità che ci sia una maggiore consumazione di sostanze nocive come l'alcol. Gli autori dello studio suggeriscono anche che i picchi di calore o i periodi di siccità sono spesso in correlazione con l'aumento dei tassi di suicidio.

Le fasce di età maggioramente colpite sono quelle più vulnerabili: persone anziane, malati cronici, poveri. Ma sono soprattutto i bambini a soffrire maggiormente perché sviluppano un forte senso di insicurezza vedendo al loro fianco gli adulti incapaci di affrontare i disastri naturali.  Il professone Tony Mc Michael nel presentare i dati dello studio indica la sua ricerca come la prima che studia l'impatto del riscaldamento climatico dal punto di vista del benessere e della salute umana e non si ferma solo a calcolare i danni economici.