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Cambiamenti climatici, alberi artificiali contro la CO2

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Una mano alla lotta ai gas serra potrebbe arrivare dagli alberi artificiali mangia anidride carbonicaLa lotta contro i cambiamenti climatici e la quantità eccessiva di anidride carbonica presente nel nostro pianeta potrebbe avere una soluzione più efficiente di quella di piantare nuovi alberi. Se, infatti, la riforestazione è la soluzione più ovvia per combattere l'inquinamento, è anche, al momento, quella più a lungo termine. Tra poco però, potrebbe esserci davvero una svolta nella lotta ai cambiamenti climatici dovuti all'inquinamento atmosferico: la notizia arriva dall'Associazione degli ingegneri britannici ed è il risultato di un'idea partita nel 2009, ma che ora sta per vedere la luce. Si tratta di alberi artificiali che potrebbero garantire un risultato migliore rispetto a quelli naturali dal punto di vista dell'assorbimento di anidride carbonica. Secondo quanto riportano gli stessi ingegneri che stanno curando il progetto, la quantità di CO2 che un albero di castagno riesce a catturare in un anno, sarebbe catturato in un sol giorno dagli alberi artificiali. Un paragone che rende chiaro quanto potrebbe essere utile la buona riuscita di questo progetto che si base su un'idea abbastanza semplice (almeno quella che gli studiosi lasciano trapelare): gli alberi artificiali hanno una forma simile a quella di un pannello solare e sono composti da idrossido di sodio. Quando questa sostanza entra in contatto con l'anidride carbonica, si va a creare una reazione che cancella il gas serra e rilascia il carbonato di sodio.

Questi alberi hanno il vantaggio di essere facili da costruire e soprattutto possono essere installati in ogni luogo come ad esempio, suggeriscono gli ingegneri britannici, lungo le strade o dove sono già presenti delle pale eoliche. Il progetto è curato dai ricercatori della Columbia University, mentre i prototipi sono al momento costruiti da un'azienda americana, la Global Research Technologies di Tucson in Arizona. I creatori di questo albero artificiale mangia CO2, sostengono che "i governi e le aziende dovrebbero concentrare i finanziamenti su questa tecnologia, affinché si diffonda rapidamente e raggiunga una scala sufficientemente ampia da dare risultati concreti".

Consiglio ovviamente interessato e che forse non tiene in considerazione alcuni aspetti negativi degli alberi artificiali. Tralasciando l'aspetto prettamente estetico (chiunque preferirebbe avere davanti un bel albero reale piuttosto che un palo con sopra un pannello mangia anidride carbonica), il principale "difetto" che presenta il progetto è nel costo per singolo albero: si parla di una cifra di circa 20mila dollari. Facendo qualche calcolo spicciolo, basato sui dati presentati da uno studio dell'università del Colorado pubblicato su Environmental Science and Policy, soltanto per eliminare la CO2 emessa dalle auto americane (parliamo solo del 6% del totale di anidride carbonica emessa negli USA) servirebbero 48 miliardi di dollari in foreste artificiali. Altro problema è quello di come (e dove) eliminare i prodotti di reazione: difficile seppellirli in grotte a grandi profondità visto i costi e le difficoltà di realizzazione.

In attesa di sapere però se il progetto potrà avere seguito, resta l'idea, una delle migliori uscite dalla mente degli studiosi di geo-ingegneria e maggiori dettagli si potranno avere il 24 ottobre quando Klaus Lackner, uno dei ricercatori della Columbia University che si occupa del progetto, terrà una dimostrazione pratica del funzionamento degli alberi artificiali a Londra durante l'Air capture week.