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Batterie ricaricabili per un ambiente più pulito

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Oggi come oggi è impossibile pensare di vivere la nostra vita di tutti i giorni senza l'uso delle batterie. Radiosveglia, telecomando, macchina fotografica, telefono cordless, giusto per fare qualche esempio, non potrebbero funzionare senza. L'uso delle batterie insomma è imprescindibile. Purtroppo però sono molto dannose per l'ambiente.

Per cercare di limitare al massimo l'inquinamento ambientale, vi consigliamo l'utilizzo di batterie ricaricabili. Rispetto alle classiche “usa e getta” infatti, hanno una vita decisamente più lunga. Va inoltre ricordato che le classiche pile, anche se smaltite in maniera corretta e quindi tramite gli appositi contenitori, inquinano ugualmente lasciando il problema inalterato.

Ma quale tipo di batterie comprare?


Esistono in commercio moltissime marche di batterie, più o meno buone. Sicuramente tra tutte, spiccano le Duracell. Proprio in questi giorni è uscito un nuovo modello di batterie molto performante, si chiamano Duracell Duralock ed hanno una capacità di ben 2400 mAh per le AA e 800mAh per le AAA. Tra le note del produttore (da prendere sempre con le pinze), si legge che mantengono l'80% della carica in un anno. E' ovviamente tutto da vedere; in questi mesi di test comunque sembrano promettere bene.

Per quanto riguarda il caricabatterie, restando sempre su Duracell, si potrebbe pensare ad uno di tipo universale. E' ottimo, va bene per caricare ogni tipo di batteria (AA/AAA/C/D/9V) ed ha un costo molto contenuto, solo 19 €.

Quante ricariche massime sono stimate con un paio di batterie?


Di solito i produttori stimano 1.000 ricariche. In realtà però, già dopo un ciclo di 200 ricariche si cominciano a notare i primi segni di cedimento. Perlomeno per quelle batterie considerate di "fascia medio/bassa". Ecco comunque dei piccoli accorgimenti per sfruttare al meglio:

  • E' consigliabile usare sempre batterie in gruppi (da due o da quattro), della stessa marca e tipo e comprate allo stesso momento. In questo modo saranno sottoposte allo stesso sforzo, dunque invecchieranno e moriranno insieme.

  • Non usare mai una batteria nuova con una vecchia.

  • Non inserire nello stesso apparecchio batterie di tipo NiMH con batterie di tipo NiCd.

  • Ricaricate le batterie solo poco prima di utilizzarle.

  • Non portate mai batterie sfuse in tasca, rischiate di mandarle in cortocircuito.


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Insomma abbiamo visto la convenienza economica nello scegliere batterie ricaricabili. Ma è il problema ambientale quello che dovrebbe starci più a cuore. Ogni anno in Italia si vendono circa 35 mila tonnellate di pile. Di queste nemmeno il 15% finisce nella raccolta differenziata. Il restante 85% va a finire in discarica o nell'inceneritore! Secondo le vigenti normative europee, entro il 2016 le pile destinate alla raccolta differenziata dovranno essere almeno il 45%. Oggi come oggi ci vorrebbe un miracolo per farlo accadere. Eppure basterebbe usare del semplice buonsenso. Un primo passo potrebbe esser quello di informare e quindi sensibilizzare amici e parenti che il problema è più serio di quanto possa sembrare. Aiutiamoci l'un l'altro a tener pulito l'ambiente, la terra ringrazierà.