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Auto elettriche, ecco chi e quanti la vorrebbero

Secondo uno studio effettuato da Deloitte tra il 2 e il 4% degli automobilisti è pronto ad utilizzare un'auto elettricaI numeri pubblicati di recente in Italia dava l'idea di una diffusione tutt'altro che facile: le auto elettriche nel nostro paese stentano a prendere piede arrivando a male pena a superare i mille esemplari ma nel mondo cresce la voglia di veicoli elettrici. A rivelarlo è lo studio 'Unplugged: Electric Vehicle realities versus consumer expectations', condotto dal Deloitte Global Manufacturing Industry Group, e presentato nell'ambito del salone di Francoforte secondo cui tra il 2 e il 4% di automobilisti sarebbe pronti a comprare veicoli elettrici, puntando non solo a migliorare la qualità dell'ambiente ma anche ad un risparmio economico.

Per compiere il grande passo però, gli automobilisti desiderano che le vetture ecologiche abbiano una maggiore autonomia, con un minor tempo di ricarica e ovviamente prezzi di listino più competitivi nei confronti delle tradizionali auto. Il rapporto mostra, infatti, come ben l'85% degli intervistati indichi tra i fattori determinanti nell'acquisto o nel noleggio di una vettura elettrica la comodità e il costo di ricarica e l'autonomia del veicolo. Proprio riguardo a questo ultimo punto lo studio, analizzando l'autonomia dei modelli che saranno immessi nel mercato nel 2013, evidenzia come la realtà sia molto distante dalle attese dei consumatori. Secondo lo studio, inoltre, i consumatori desiderano tempi di ricarica della batteria piu' rapidi di quelli attuali: il tempo ideale per la ricarica dei veicoli elettrici secondo gli intervistati è inferiore alle due ore e mezza, con picchi di automobilisti (soprattutto provenienti da Argentina, Giappone e Spagna" che vorrebbe una ricarica in massimo trenta minuti.

Molti comunque gli automobilisti che si definiscono pronti ad acquistare o noleggiare un veicolo elettrico o almeno a prendere in considerazione questa eventualità.  A livello di distribuzione geografica, i paesi che presentano le percentuali minori di "potenziali First Move" si riscontrano in paesi come la Germania (9%), il  Belgio (7%), la Francia (5%) e fuori dall'Europa il Giappone (4%).