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Ambiente: l'agenda del ministro Orlando

Andrea Orlando Ministro dell'Ambiente

Il Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando ha impresso di recente un'accelerata sul fronte delle politicge ambientali e ha avviato una discussione con gli assessori regionali. Lo scopo era quello di redigere il primo possibile un'agenda a livello nazionale. Questa agenda, pur non essendo presentata ufficialmente, ha già un suo peso specifico ed esprime la direzione verso cui le politiche ambientali dell'Italia devono indirizzarsi.

Il primo punto dell'agenda è il consumo del suolo. L'idea di Orlando è semplice: sto al consumo del suolo. Secondo il ministro, non occorre occupare altre porzioni di territorio ed espandere il tessuto urbano, eventualità nociva per l'ambiente. Piuttosto, bisogna puntare sulla riquilificazione dell'esistente. Dunque ristrutturare gli edifici, aggiornarli ai più moderni standard ambientali, indirizzarli verso l'autosufficienza energetica o, per lo meno, al risparmio energetico.

Il secondo punto verte sulla tutela dell'acqua, nel rispetto della volontà popolare, che nel 2011, grazie al mezzo del referendum, ha affermato che l'acqua è un bene pubblico e non deve generare profitti per i privati. Infine, il terzo punto ha come argomento la riscrittura dei reati ambientali, al fine di intervenire con maggiore precisione sulle distorsioni normative e di spostare il carico fiscale verso quesi soggetti che non rispettano l'ambiente.

Il ministro Orlando presenterà una relazione nei prossimi giorni sia alla Camera che al Senato. Nel frattempo, si gode i commenti positivi di molte associazioni ambientaliste, prima tra tutte Legambiente. Il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza ha plaudito alle iniziative di Orlando: "Le parole di Orlando ci trovano decisamente concordi. Per il futuro del nostro paese è fondamentale affrontare il tema del consumo di suolo nei termini di una sua decisa limitazione prevedendo il recupero e ripristino qualitativo delle aree abbandonate o degradate e del patrimonio edilizio esistente, ma anche – sottolinea Cogliati Dezza – nei termini di controllo e contrasto del dissesto idrogeologico che ogni anno colpisce il paese con gravi danni e tragedie. Giusto anche riconoscere piena legittimità delle indicazioni emerse dal referendum sull’acqua, bene comune da salvaguardare e tutelare ma, soprattutto, ben venga l’impegno dichiarato dal neo ministro di rivedere la questione dei reati ambientali".