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Alimentazione e Nutrizione: Quinta edizione Forum Internazionale

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Alimentazione e Nutrizione. Alimentazione e Nutrizione.

 




Alimentazione e Nutrizione - Si è tenuta a Milano la Quinta edizione del Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione.  “Quanto è malmesso il nostro paese, se un’industria privata deve ideare un protocollo contro la fame e gli sprechi”. con questa frase ha esordito Carlo Petrini, presidente di Slow Food, in merito al Protocollo di Milano presentato  dal Barilla Center for Food & Nutrition; nel suo intervento dal titolo: "Un anno di cibo e nutrizione", Petrini ha esposto le sue perplessità riguardo al  progetto citato.

Ma di cosa si tratta? Nello specifico il Protocollo di Milano è un accordo globale in merito all'alimentazione da far sottoscrivere a tutti i paesi durante l'edizione di Expo 2015. I macro obiettivi sono solo tre ma importantissimi: abbattimento entro il 2020 del cibo sprecato; l'efficace applicazione di riforme agrarie e severa lotta alla speculazione finanziaria, con applicazione di limitazioni nell'utilizzazione di biocarburanti, e risoluzioni immediate con supporti mirati  contro l'obesità.

Petrini ha anche affermato: “Un protocollo non può bastare. L’unici artefici di una svolta nel sistema alimentare sono le ampie masse di persone nel pianeta, che devono partecipare attivamente e, come un fiume carsico, praticare nel quotidiano nuovi comportamenti. Come diceva Albert Camus, chiunque ha delle prospettive per il cambiamento non è credibile se non le applica a sé.  Petrini ha anche aspramente criticato il sistema alimentare globale, principale responsabile della malnutrizione e fautore della distruzione degli ecosistemi ambientali, e del sistema economico che fa da base nociva alle problematiche in questione.

Ecco una parte significativa dell'intervento di Petrini a Milano: 

“La legge del libero scambio è un disastro. Il Messico, dove è nato il mais, importa mais transgenico dagli Stati Uniti perché costa meno. E i contadini messicani sono ridotti alla fame”, non dobbiamo creare più cibo, perché il problema è l’accesso al consumo, la povertà. La produzione alimentare è cresciuta del 7% quest’anno, ma i morti di fame non diminuiscono. E intanto l’obesità cresce. Solo che quest’ultima ce l’andiamo a cercare noi, mentre la fame te la impongono altri”.

Ma la colpa più grande dell’attuale mercato alimentare è la distruzione delle piccole realtà locali. “Pier Paolo Pasolini diceva che il giorno in cui l’Italia, non avrà più contadini e artigiani, non avrà più storia. Questo sistema sta distruggendo le piccole imprese agricole famigliari. È due anni che lasciamo marcire le pesche sulle piante perché costa di più raccoglierle che lasciarle lì”

Il cibo non può diventare una merce. Il cibo è la nostra vita, la nostra essenza. C’è una sua sacralità che non può essere ridotta a commodity. I cittadini devono diventare contadini e smettere di sprecare nelle loro case, cominciare a sostenere la loro agricoltura locale e non comprare prodotti che vengono dall’estero. Non devono più essere consumatori passivi ma trasformarsi in coproduttori coscienti di ciò che acquistano ed educati al cambiamento”.