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Agenti Inquinanti Nel Sangue Dei Cani: E Gli Essere Umani?

Sono stati trovati agenti potenzialmente nocivi nel sangue dei cani: la notizia è molto importante perché adesso ci si preoccupa di che cosa potrà accadere agli esseri umani. I ricercatori della Indiana University hanno trovato tracce di ritardanti di fiamma nel sangue di alcuni cani analizzati. I dati parlano di un livello da cinque a dieci volte superiore di quello normale, riferito agli esseri umani. La preoccupazione che sostanze nocive possano inquinare il corpo degli essere viventi è molto presente nel mondo scientifico. Sono molte le sostanza bandite, ma a quanto pare ci sono agenti nocivi di cui non si era affatto tenuto conto.

acque inquinate nel sangue dei cani

Si tratta di quella sostanza che viene definita difenile polibromurato (PDBE in breve) e va a comporre moltissimi oggetti di uso quotidiano.

Il problema è adesso quello di comprendere le conseguenze di questa scoperta. Le domande che i ricercatori si pongono e alle quali stanno cercando di rispondere sono moltissime.

Se questi agenti nocivi si accumulassero anche nel corpo umano? E’ possibile? Quali le conseguenze?

Quello che è certo è che ci sono organismi in grado di metabolizzare meglio questa sostanza nociva rispetto ad altre. Sembra che i cani, rispetto per esempio ad altre specie riescano a metabolizzare meglio l’agente inquinante eliminandolo in maniera che non si accumuli in grande quantità. I risultati delle ricerche dicono che gli essere umani metabolizzano i ritardanti di fiamma più come i cani che come altre specie.

Ma questa ricerca deve servire a comprendere come le cose possano cambiare e come i cani stessi possano fungere da sentinelle riguardo questo problema. Ad essere trovati nel sangue dei cani sono soprattutto i PBDE di seconda generazione quelli che sono da poco sul mercato.

Questi sostituti – quali Plus Dechlorane, decabromo difeniletano e esabromociclododecano – non sono ancora regolamentati. Si tratta di sostanze nuove e quindi hanno bisogno di studi e di dati certi che ne verifichino la pericolosità.

La ricerca dimostra dunque due cose importanti :

1) Che il processo si dovrebbe invertire, prima di introdurre sostanze diverse sul mercato, testarle accuratamente

2) Che c’è una stretta correlazione tra l’esposizione ad agenti chimici e il loro accumulo nel sangue.

Quali saranno le conseguenze sulla salute? Purtroppo a questo non c’è ancora una risposta scientifica, ma ce n’è una che proviene dal senso comune e non è affatto rassicurante.