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Acqua pubblica e rifiuti: Torino sperimenta un sistema ICT innovativo

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Il Comune di Torino all'avanguardia nella gestione dell'acqua pubblica e dei rifiuti. E' quanto emerge dalle ultime indiscrezioni circa il progetto ALMANAC, pensato dall'Unione Europea e realizzato dal ISMB (Centro di Ricerca Istituto Superiore Mario Boella) in cooperazione con Telecom Italia e il Comune di Torino.

Il progetto prevede la costruzione di una piattaforma ICT in grado di garantire la migliore gestione possibile sia dell'acqua pubblica che dei rifiuti. Il software è sviluppato secondo i principi della corrente "internet degli oggetti", ossia una specializzazione che mira a implementare la comunicazione tra macchina e macchina, anziché quella tra uomo e macchina, nella prospettiva di una sempre più compiuta automatizzazione degli interventi.

Il Comune di Torino con questa iniziativa intende vincere la sfida con le altre città per il titolo di "smart city" più efficiente d'Italia. Il capoluogo piemontese, c'è da dire, è già a un buon punto. Questo grazie a una differenziata che entro il 2016 potrebbe arrivareal 65% (una quota molto alta rispetto alla media delle città grandi).

In concreto, la piattaforma ICT consentirà di individare in maniera automatica e tempestiva le perdite o i malfunzionamenti del sistema idrico, monitorare e predire la richiesta di acqua e di individiare i cittadini più virtuosi. L'obiettivo è promuovere i buoni comportamenti assegnano dei premi ai "bravi" e delle sanzioni ai "meno bravi".

In una nota dell'ISMB si legge anche quanto il progetto punti alla cooperazione con la cittadinanza e con le altre realtà europee: "Il progetto ALMANAC dimostrera' inoltre come le piattaforme ICT siano in grado di integrare applicazioni sviluppate da terze parti ma, soprattutto, di coinvolgere direttamente i cittadini di Torino nella prospettiva collettiva di Smart City. Il consorzio internazionale include oltre ai partner torinesi, due celebri Centri di Ricerca europei (dalla Germania il Fraunhofer Institute e dalla Danimarca l'Alexandra Institute) e due piccole medie imprese altamente innovative (la danese In-Jet e la svedese CNET)".