Back to top

A Davos presentato il Global Risk Report 2013: si teme per l'ambiente

Category:
Oggi, 23 gennaio 2013, parte il consueto appuntamento internazionale del World Economic Forum. Sede, come sempre, la città di Davos in Svizzera. Moltissima la carne al fuoco quest'anno. Ai problemi economici si sommano i problemi dell'ambiente, avvertiti ora come una seria minaccio.

Questo è quanto emerge dal rapporto, presentato dagli organizzatori del World Economic Forum, Global Risk Report 2013. Nel dossier viene trattato il legame tra debolezza economica e situazione ambientale.

Secondo Klaus Schwab, uno degli autori del rapporto, il nucleo della questione sta nel trittico crisi economica, globalizzazione, rischio ambientale. Il mondo è globalizzato, ci si contamina (nel bene e nel male) a vicenda e pochi sono gli strumenti a disposizione per arginare la diffusione del rischio. "Per loro natura, i rischi globali non rispettano i confini nazionali, come evidenziato in questo rapporto. E ora sappiamo che gli eventi meteorologici estremi aggravati dai cambiamenti climatici non limiteranno i loro effetti ai Paesi che sono i principali responsabili delle emissioni di gas serra; false informazioni pubblicate sui social network possono diffondersi in pochi millesimi di secondo a macchia d'olio dall'altra parte del globo; geni che rendono i batteri resistenti ai nostri antibiotici più forti possono chiedere un passaggio ai pazienti di un volo intercontinentale".

Apocalittica anche la visione di  John Drzik, direttore generale dell'Oliver Wyman Group di Marsh & McLennan Companies, che ha dichiarato: "Due tempeste, una ambientale e l'altra economica, finiranno per entrare in collisione. Se non assegniamo le risorse necessarie per ridurre il crescente rischio che presentano gli eventi climatici estremi, è la prosperità delle generazioni future che potrebbe essere minacciata. I leader del mondo politico, degli affari e della scienza devono marciare uniti per prevenire e tenere sotto controllo questi rischi complessi".

Non rimane che attendere le reazioni dei leader internazionali al report. Sono presenti tutti i capi di Stato e di governo che contano, compreso il "nostro" Mario Monti.